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Assegnati i Femina 2021, a vincere Clara Dupont-Monod, Ahmet Altan e Annie Cohen-Solal

I giurati del Prix Femina 2021 hanno dato l’avvio al carosello dei premi letterari autunnali, proclamando i primi vincitori: Clara Dupont-Monod, Ahmet Altan (Femina étranger) e Annie Cohen-Solal (Femina essai).

La giuria, presieduta da Josyane Savigneau, ha assegnato i premi ieri pomeriggio, lunedì 25 ottobre, nella cornice del Museo Carnavalet di Parigi.


A vincere il Femina di quest’anno Clara Dupont-Monod con il libro S’adapter (Stock) all’ottavo “round” con sei voti su dieci.

Il libro, marcatamente autobiografico, racconta delle difficoltà di una famiglia della provincia francese quando nasce un bambino con severe disabilità.

Laureata in francese antico, Clara Dupont-Monod è stata fino al 2019 direttrice della saggistica presso la casa editrice JC Lattès. Giornalista, è stata reporter poi caporedattrice di varie riviste. Ha presentato in particolare il programma letterario Clara et les chics livres e ha ospitato una rubrica letteraria in Si tu écoutes, j’annule tout, che da allora è diventato Par Jupiter ! sull’emittente radio Francia Inter. Da settembre presenta ogni domenica Livre et châtiment sempre per France Inter.

I suoi libri sono inediti in Italia.


Il Femina étranger ha premiato fin dal primo turno Ahmet Altan per il libro Madame Hayat (Actes Sud).

Il libro ripercorre la storia dell’amore appassionato di Fazil per madame Hayat, una donna voluttuosa di mezza età.

Scrittore e giornalista, Ahmet Altan ha scritto questo romanzo in prigione. Arrestato nel settembre 2016, è stato condannato all’ergastolo nel febbraio 2018 per «aver tentato di rovesciare l’ordine costituzionale». Respinto dopo un primo annullamento del suo processo da parte della corte di cassazione, è stato condannato nel novembre 2019 a 10 anni e mezzo di reclusione e infine rilasciato lo scorso 14 aprile.

In Italia i libri di Ahmet Altan sono pubblicati dall’editore e/o.


Infine il Femina essai è stato attribuito a Annie Cohen-Solal per il libro Picasso: dossier de police n° 74664 (Fayard).

Il libro affronta un particolare poco noto della vita di Pablo Picasso: per non aver denunciato il suo cambio di residenza in Francia, Picasso era stato infatti denunciato alla polizia francese che lo accusò di essere un immigrato clandestino fino alla sua richiesta di naturalizzazione nel 1940.

Il libro è inedito in Italia.


 

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