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Chi sono, cosa possiedono e quanto fatturano i primi 10 gruppi editoriali francesi – edizione 2023

Last updated on 9 Ottobre 2023

Il mercato editoriale francese, con i suoi gruppi editoriali, a volte neppure francesi, i suoi marchi e le sue continue acquisizioni, può generare confusione. Con questo articolo facciamo luce sui primi dieci editori/gruppi editoriali, sull’andamento economico anno su anno tra il 2021 e il 2022, e sulle loro composizioni.

È possibile consultare gli articoli precedenti, relativi agli anni 2020-2021 e 2019-2020.

Un mercato che non conosce la parola “crisi”

Dopo lo spettacolare balzo del 12,5% nel 2021, che ha più che compensato il 2020 e la crisi pandemica, era logico aspettarsi un calo delle vendite per i principali editori nel 2022. Non è successo nulla del genere. Al contrario, i dati generali sono ancora positivi, con il settore editoriale che cresce dello 0,9%. Le sfide che l’industria del libro deve affrontare, dai problemi ecologici all’inflazione alla crisi della carta, non sembrano ancora aver penalizzato i risultati finanziari dei principali editori francesi.

(Come si legge la tabella: il primo campo individua la posizione assoluta, ma solo per gruppo editoriale, se un marchio è parte di un altro gruppo è in classifica senza posizione. Il fatturato è espresso in migliaia di euro, Hachette ha fatturato dunque 2 miliardi e 748 milioni di euro. L’ultimo campo esprime la variazione percentuale anno su anno).

Casa editrice Proprietà Paese Fatturato 2022 Fatturato 2021 Var. A/A
1 Hachette Lagardère FR € 2.748.000 € 2.598.000 +5,8%
2 Editis Vivendi FR € 789.000 € 856.000 -7,8%
3 Média-Participations Média-Participations BE € 722.459 € 684.108 +5,6%
4 Groupe Madrigall FR € 622.156 € 653.481 -4,8%
5 Éditions Lefebvre Sarrut Frojal FR € 542.000 € 535.000 +1,3%
Flammarion Madrigall FR € 297.693 € 310.667 -4,2%
6 Huyghens de participations FR € 213.323 € 231.444 -7,8%
Gallimard Madrigall FR € 172.955 € 178.017 -2,8%
Sejer Editis FR € 169.221
Dargaud Média-Participations BE € 162.221 € 149.958 +8,2%
7 Lexis Nexis Relx Group NL € 146.497 € 136.668 +7,2%
8 Groupe Glénat Glénat FR € 127.104 € 109.541 +16%
Éditions Francis Lefebvre Éditions Lefebvre Sarrut FR € 108.158 € 106.300 +1,7%
9 Panini France Panini IT € 104.300 € 84.630 +23%
Éditions Glénat Groupe Glénat FR € 102.542 € 107.723 -4,8%
Hachette Collections Hachette FR € 99.199 € 110.391 -10,1%
Éditions Législatives Éditions Lefebvre Sarrut FR € 98.953 € 95.938 +3,1%
Univers Poche Editis FR € 96.604
Éditions Albin Michel Huyghens de participations FR € 86.460 € 102.505 -15,7%
10 Groupe Delcourt Guy Delcourt FR € 73.340 € 79.191 -7,4%
Groupe Fleurus Média-Participations BE € 71.915 € 75.931 -5,3%
LGF/Livre de Poche Hachette Livre FR € 70.755 € 70.653 +0,1%
Larousse Hachette FR € 70.207 € 75.689 -7,2%
Edi8 Editis FR € 69.000

1 – Hachette

I risultati economici di Hachette non hanno minimamente risentito del balletto acquisitorio in corso (e in via di perfezionamento) tra Lagardere e Vivendi (e Kretinsky). Hachette infatti ha stabilito un +5,8% dopo una la crescita record del 2021 (+9,4%) registrando un fatturato di oltre 2,7 miliardi di euro. Questa crescita economica, in un contesto di contrazione del mercato sia in Francia che all’estero, è dovuta principalmente all’acquisizione dell’editore americano Workman Publishing e, in misura minore, di Paperblanks (cancelleria) e Welbeck Publishing Group, oltre all’editore francese Bragelonne. Arnaud Lagardère, che rimarrà alla guida del gruppo fondato da suo padre fino al 2027 – non ha nascosto le sue le sue ambizioni di diventare il numero 1 al mondo entro la fine del decennio. Attualmente Hachette è al 6° posto nella classifica Global 50 di Bookwire.

I marchi editoriali

La conglomerata Hachette Livre controlla, tra gli altri, i marchi di letteratura Grasset, Fayard, Stock, JC Lattès e Calmann-Levy, quelli degli illustrati Marabout, Pika (manga), Albert-René (Astérix) e Robinson. Hachette controlla anche i gruppi Dunod e Hatier oltre a Larousse e a numerose etichette nella scolastica. Molto attivo all’estero il gruppo ha importanti fatturati in Gran Bretagna, Stati Uniti, Spagna e Sudamerica. In Italia opera con i marchi Hachette e Larousse.


2 – Editis

A differenza di Hachette, il gruppo Editis ha risentito della fusione tra Lagardère e Vivendi, suo azionista, che ne ha annunciato la vendita nel luglio 2022. In un contesto di contrazione del mercato librario francese, la casa editrice numero due ha visto il suo fatturato calare dell’8% a 789 milioni di euro. Tuttavia, i segmenti turismo e fumetti/manga di Editis hanno registrato una crescita a due cifre. Il settore letterario, invece, non è stato altrettanto vivace. Non ci sono stati i bestseller che ci si aspettava, né premi particolarmente influenti. L’anno 2022 ha visto un significativo cambiamento strutturale per il Gruppo, con la separazione della divisione istruzione in due divisioni. Anche la creazione di case editrici a Marsiglia, in Africa e in Québec sono investimenti che non hanno avuto un impatto sui risultati nel 2022, ma che dovrebbero contribuire a migliorare le prestazioni nei prossimi anni. L’utile operativo di Editis è di 31 milioni di euro, rispetto ai 51 milioni di euro del 2021.

I marchi editoriali

Al contrario di Hachette Editis non pubblica libri con il proprio marchio ma controlla un pletora di etichette e case editrici raggruppate nel Pôle Littérature (citiamo tra i tanti Presses de la Cité, Belford, Plon, Robert Laffont, Seghers, Fleuve, Le Bruit du Monde), Edi8 (Gründ, Kurokawa, Dragon d’Or, Philéas, Lonely Planet), Pôle Poche (Pocket, 10/18), Editis Éducation (Nathan, L’Agrume) e i gruppi XO/OH! Éditions, Le cherche midi, Sonatine, L’Archipel e La Découverte.


3 – Média-Participations

Dopo il leader di mercato Hachette, il gruppo belga Média-Participations ha registrato la seconda più alta crescita complessiva delle vendite tra le prime cinque posizioni in classifica, con un aumento del fatturato del 5,6%. Questi risultati includono tutte le attività del gruppo, tra cui la stampa, la produzione audiovisiva e il parco a tema Spirou in Provenza. Sostenuto dal fumetto Le monde sans fin di Jean-Marc Jancovici e Christophe Blain, pubblicato da Dargaud nel 2021 e diventato il libro più venduto del 2022, il gruppo fondato nel 1985 da Rémy Montagne e guidato da suo figlio Vincent ha investito nel settore editoriale dopo l’anno eccezionale 2021. Ha acquisito le case editrici Métailié e de l’Olivier e ha continuato a sviluppare la sua attività digitale rilevando la partecipazione di Fnac in Izneo, una piattaforma di fumetti online, e acquisendo l’editore di giochi da tavolo Iello, mentre la sua filiale di distribuzione MDS distribuisce Abrams & Chronicle e Mosquito dal 2021. L’organico totale del Gruppo è passato da 1.871 a 2.331 dipendenti nel giro di un anno.

I marchi editoriali

Incentrati principalmente sul fumetto i marchi più rilevanti di Média-Participations comprendono Dargaud, Dupuis, Le Lombard, Kana, Vega, Urban Comics, Lucky Comics (Lucky Luke), Éditions Blake et Mortimer, Mediatoon. Controlla inoltre i gruppi Michelin, Anne Carrière, Presse, La Martinière, Le Seuil, Fleurus e, all’estero, Abrams (Stati Uniti).


4 – Madrigall

Nonostante un calo del 4,8% del fatturato, da 653,5 milioni di euro a 622,1 milioni di euro, il gruppo guidato da Antoine Gallimard può sfoggiare le vittorie ai principali premi letterari autunnali del 2022, il Goncourt (con l’etichetta Flammarion), l’Académie française (Gallimard) e il Médicis (P. O.L); ma soprattutto ha vinto il terzo premio Nobel in quattordici anni con la scrittrice Annie Ernaux. Particolarmente attivo sul fronte della cessione dei diritti esteri, Gallimard ha messo a segno oltre mille transizioni, secondo la responsabile Judith Rosenzweig.

I marchi editoriali

Madrigall controlla tre marchi principali, Flammarion (con, tra gli altri, Sarbacane), Casterman e Gallimard (con, tra gli altri, Folio, Le Pléiade, Denoël, Minuit, Futuropolis e, dal 2023, Oxymore).


5 – Éditions Lefebvre Sarrut

Con una crescita dell’attività dell’1,3% e un fatturato di 542 milioni di euro, il gruppo editoriale leader nel settore legale e fiscale, distribuito da Interforum- Editis, non ha modificato il suo organico per il 2022, che è rimasto di 2.500 dipendenti, di cui 1.300 nella sede del gruppo a La Défense. Posseduta per il 77% dalla famiglia Lefebvre attraverso la holding Frojal e per il 23% dal gruppo familiare Sarrut, la casa editrice di Dalloz (che è diventata Lefebvre Dalloz nel giugno 2023) ha proseguito il suo sviluppo digitale con il lancio del motore di ricerca legale Ok.doc e del database legale Open Lefebvre Dalloz.


6 – Huyghens de participations

Con un fatturato in calo del 7,8% e vendite pari a 213,3 milioni di euro, il gruppo creato dagli eredi  Albin Michel ha aumentato i suoi dipendenti, portando il totale a 714. Il 2022 è iniziato con l’arrivo da Flammarion della nuova direttrice delle Éditions Albin Michel, Anna Pavlowitch. Il gruppo, sempre controllato da Francis Esménard (86 anni), ha acquisito una libreria a Dinard e si è espanso nel settore dei manga acquistando l’etichetta Akata da Delcourt tramite la sua etichetta Leduc. La contrazione delle attività non ha impedito ad Albin Michel di aggiudicarsi all’asta i diritti delle memorie di Angela Merkel, che saranno pubblicate nel 2024.


7 – Lexis Nexis

Distribuita da Sodis, LexisNexis ha registrato un fatturato di 146,5 milioni di euro nel 2022, con un aumento del 7,2%. LexisNexis è una filiale del principale editore legale del mondo, il gruppo britannico Relx, che possiede anche Elsevier-Masson, un editore specializzato nel settore medico. Lexis Nexis è fortemente impegnata nello sviluppo dell’intelligenza artificiale per la professione legale e sviluppa strumenti di ricerca giurisprudenziale online. Il gruppo ha 450 dipendenti in Francia.


8 – Glénat

Nel gennaio 2023, l’editore Glénat ha accolto Benoît Pollet come direttore generale, che ha preso il posto di Jean Paciulli. Pollet è anche a capo del gruppo di editori di fumetti del Syndicat national de l’édition (SNE). Marion Glénat è rimasta presidente del consiglio di amministrazione del gruppo, che ha visto aumentare le vendite del 16% nel 2023.

I marchi editoriali

Glénat controlla, tra gli altri, i marchi Vents d’Ouest, Comix Buro, Quatre Fleuves e Hugo Publishing.


9 – Panini

Con un aumento delle vendite da 85 milioni di euro a 104 milioni di euro nel giro di un anno, la filiale francese del gruppo italiano è salita al 9° posto della classifica. Dal 2019 è nella classifica settimanale dei libri più venduti grazie al manga Demon Slayer di Koyoharu Gotōge. La sua strategia commerciale: manga e fumetti a prezzi bassi. Per il 2023 sono previste tre raccolte Marvel e una dedicata all’universo di Star Wars.


10 – Groupe Delcourt

Le vendite di Delcourt sono diminuite del 7,4% nel 2022, ma è ancora uno dei dieci gruppi editoriali più redditizi. Con la chiusura della piattaforma dedicata ai webtoons, l’azienda si sta dedicando ai fumetti firmando una partnership esclusiva con l’editore americano DSTLRY. Allo stesso tempo, ha lanciato la sua prima etichetta di letteratura per bambini, Sens dessus dessous, nell’aprile del 2023, e ha anche collaborato con La Découverte per una collezione di fumetti incentrata sulle scienze sociali.

I marchi editoriali

Delcourt controlla, oltre a Soleil, anche i marchi Les Avrils, La Croisée e Marchialy.

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